La cosa giusta (the right thing)

Eugenio Fusco e Duccio Monti sono due poliziotti diversissimi, per carattere, metodi, linguaggio, storie personali. Estranei. Incompatibili. Eugenio è un agente giovane, preparato, curioso, con delle ambizioni personali e ancora idealista. Duccio è invece un uomo pratico, d’esperienza, che il tempo e il mestiere hanno reso realista e forse cinico. I due si conoscono e subito si detestano, ma dovranno passare molti giorni insieme. Sono infatti incaricati di pedinare uno straniero, Khalid Amrazel, liberato dopo mesi di detenzione in carcere per il sospetto di appoggiare una cellula di terroristi. Scarcerato per decisione di un GUP, ma in attesa di una sentenza definitiva, di una verità chiara sul suo caso.
E’ un pericolo reale? O si tratta di un altro grave errore giudiziario - come teme Eugenio - nel clima di paure e sospetti post 11 settembre? O forse, come ritiene Duccio, l’errore è stato proprio quello di liberarlo?
Con queste domande ha inizio l’inseguimento dei poliziotti, ognuno con le sue risposte e i propri segreti dubbi. Nelle ore passate in macchina, nella ressa di un mercato, al tavolo di un caffè, e senza mai perdere di vista il loro obiettivo, i due si scambiano ipotesi, punti di vista, non senza qualche confidenza e molto sarcasmo. Ma proprio mentre il loro incontro forzato scatena l’ennesima discussione, Khalid – lo straniero, l’oggetto silenzioso delle indagini – prende la parola, riserva loro una sorpresa. Costringendoli a conoscersi meglio, e a conoscere meglio lui, quell’uomo difficilmente decifrabile, ambiguo, dal sorriso apparentemente buono, ma forse solo ironico e beffardo.
Eugenio e Duccio si ritrovano a porsi di nuovo – ma da una prospettiva inaspettatamente rovesciata – le domande dell’inizio: se Khalid sia il nemico, o possa essere un amico. Se vada seguito, o protetto. Se debba essere aiutato, o fermato.
E un sospetto in più li coglie: che tra uomini diversi e distanti possa nascondersi l’ombra temibile della complicità, il reato di un’amicizia.

soggetto:
Marco Campogiani

sceneggiatura:
Marco Campogiani
Giovanni De Feo (Collaborazione)

musiche:
Teho Teardo

montaggio:
Mauro Menicocci

costumi:
Stefania Svizzeretto

scenografia:
Marta Maffucci

fotografia:
Maurizio Calvesi

suono:
Piero Parisi

casting:
Elisabetta Giacomelli

produttore:
Tommaso Calevi

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