Una VitaTranquilla

Rosario Russo ha poco più di cinquanta anni. Da dodici vive in Germania dove gestisce, insieme alla moglie Renate, un albergo ristorante. La sua vita scorre serena: ha un bambino (Mathias), un aiuto cuoco (Claudio) che è anche un amico, e molti progetti per il futuro. Un giorno di febbraio, però, tutto cambia. Nel ristorante di Rosario arrivano due ragazzi italiani. Il primo si chiama Edoardo ed è il figlio di Mario Fiore, capo di una delle più potenti famiglie di camorra. L'altro si chiama Diego, e Rosario lo riconosce subito perché Diego è suo figlio. Non si vedono da quindici anni, da quando Rosario si chiamava Antonio De Martino ed era uno dei più feroci e potenti camorristi del casertano. Allora si era fatto credere morto e si era ricostruito una seconda vita in Germania.

A tough subject, dealing with a former killer member of the Camorra, who left for Germany to build a new identity and has to come to terms, after 15 yeas, with his past, on the background of a still actual emergency in Italy, that of rubbish in Naples: a difficult subject to handle, but solidly handled. The director proceeds with a highly controlled and steady direction, made up of sequence-shots, close-ups: this, together with clear-cut and sharp characters and essential dialogues contribute to an overall solid rendering of the drama, without parting with some increasing tension. Intensity gradually increases, indeed, supported by a tense narrative rhythm, probably partly ruined by the unlikely final slackening. Toni Servillo, awarded as best actor at the latest Rome film festival, makes a substantial difference, being his main role fit for him: his performance is truly great, intense, perfectly able to render the inner drama of a man trying to overcome a painful past, which will never abandon him.

soggetto: Filippo Gravino (Premio Solinas 2003)

sceneggiatura:
Claudio Cupellini
Filippo Gravino
Guido Iuculano

musiche:
Teho Teardo

montaggio:
Giuseppe Trepiccione

costumi:
Mariano Tufano

scenografia:
Erwin Prib

fotografia:
Gergely Poharnok

suono:
Michael Busch

aiuto regista:
Lorenzo Grasso

produttore:
Fabrizio Mosca

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